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Libera parola in Libero Stato. Per chi crede ancora di vivere in una democrazia, come me.
LAVORO
15 maggio 2010
Centocinquanta millilitri di sangue



Vorrei poter dire di essere orgogliosa del mio Paese. Vorrei poter esprimere con gioia il mio essere italiana. E a tratti ci riesco. Ma poi delle volte mi capita di leggere alcune notizie capaci di sgretolare  tutto ciò che di buono ero stata in grado di trovare, e di bloccarmi. Alcune notizie come quella del caso di Mariarca Terracciano.

Mariarca era un'infermiera di 45 anni dell'Asl Napoli1, l'Asl più grande d'Europa. Era una donna che, assieme ai suoi colleghi, da giorni protestava contro le mancate consegne dei salari a lei e agli altri dipendenti. Ma aveva scelto di fare molto di più: aveva deciso di intraprendere lo sciopero della fame e di prelevarsi ogni giorno 150 ml di sangue dalle vene, gesto questo, che raffigura molto realisticamente l'operato di tante imprese sulla pelle e sulla vita di moltissime persone.
Mariarca era madre di due figli ed era sposata con un architetto dal lavoro incerto. L'unica sua certezza era il suo lavoro. Era lo stipendio del suo lavoro. Quello che le hanno levato. Ma non le hanno levato solo quello. Le hanno levato anche la speranza e l'hanno lasciata sola. L'hanno lasciata dissanguarsi e morire per arresto circolatorio. L'hanno abbandonata. A Napoli, una città già martoriata da camorra e malaffare, basta un niente per perdere tutto. Ma senza speranza ti riduci ad una cieca e minuscola entità sola, dimenticata da tutti, senza più desiderio negli occhi e voglia di vivere nel cuore. Oppure, una piccola entità nell'animo umile e gentile ma dalla tempra forte e caparbia, senza cibo, soldi e sangue, come lo è stata lei. Senza quel barlume di fiducia non vedi più nessuna uscita, nessuna via di salvezza, nessuno scampo dallo Stato sciacallo, e inevitabilmente ti abbandoni. Ma Mariarca ha avuto l'ardore e la fermezza di continuare la sua silenziosa lotta fino alla fine, fino alla fine inascoltata.
Io vorrei poter essere contenta di essere Italiana. Ma non lo sono. Vorrei urlare il mio orgoglio al mondo. Ma non posso. Non posso essere felice di vivere in uno Stato che ammazza, in uno Stato che ruba, in uno Stato che abbandona e ti lascia morire da solo. Non posso. Perchè indifferenza e omertà, proprio perchè questo è il mio Paese, non le posso accettare.

Io amo un'altra Italia. L'Italia onesta, l'Italia di Pippo Fava, l'Italia di Falcone e Borsellino, l'Italia di Peppino Impastato e di sua madre Felicia, l'Italia della Costituzione, l'Italia dei diritti, l'Italia quella VERA, che nonostante tutto ancora esiste.
Ma di questa italia, l'Italia dei corrotti e dei corruttori, l'Italia dei mafiosi, l'Italia dei ricchi sempre più ricchi e dei poveri sempre più poveri, l'Italia dei razzisti, l'Italia degli appalti regalati, delle scuole sempre più svalutate, delle donne sempre più nude, degli uomini sempre più ignoranti, l'Italia delle televisioni sempre più accese, l'Italia delle famiglie sempre più in crisi, l'Italia dei suicidi sempre più in crescendo e dell'indifferenza sempre più elevata...no, di quest'Italia non me ne faccio niente. Di QUESTO paese, signori miei, me ne vergogno.

Di questo paese io non posso andarne fiera.



permalink | inviato da Stefany il 15/5/2010 alle 14:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
POLITICA
2 aprile 2010
Illegittimo firmamento? Stavolta no.


Squillino le trombe, rullino i tamburi! Notizia sensazionale giunge a corte: Il presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano, per la prima volta dopo quattro anni dall'elezione, dice NO alla firma.

Pare che finalmente si sia ricordato che fra i tanti compiti cui deve assolvere in qualità di capo dello Stato, ha anche il diritto e il dovere di ricorrere ai poteri che gli sono stati attribuiti dall'Art. 74 della Costituzione, ovvero il permesso di rispedire alle camere una legge che ritenga incostituzionale, con assieme un messaggio di motivazione.

E' passato il il decreto Mastella, è passato il lodo Alfano, lo scudo fiscale e il decreto salva-liste, ma questo ddl sul lavoro per le norme sull'arbitrato che aggirerebbero l'Art.18 si è imbattuto in un Napolitano innovativo ed originale.

Infatti, dopo aver abituato milioni e milioni di italiani ad un firmare selvaggio e incontrollato di ogni legge-porcata che gli si presentava sotto gli occhi, pare che per la prima volta Giorgio dia veri segnali di compatibilità coi doveri civili.
Quasi voglia fare sul serio.

Un segnale positivo, che speriamo si mantenga su questa linea d'onda per tutte le leggi incostituzionali e/o ad personam che il governo, coerente col suo essere antidemocratico e anticostituzionale, gli presenterà.

Infatti è alle porte un'altra legge, quella per bloccare le intercettazioni.
Legge questa - l'ennesima - che se non fosse per davvero ferma in Senato aspettando di essere approvata, potrebbe far ridere i più per la quantità industriale di idiozie che contiene.

Un piccolo esempio: i pm potranno effettuare le intercettazioni solo in caso di "evidenti indizi di colpevolezza" e non più per "gravi indizi di reato".

Ma a che servirebbe intercettare qualcuno se già lo si sospetta colpevole? Le intercettazioni servono proprio a capire chi ha commesso il reato e a portare prove. Se si arriva a sospettare di qualcuno, significa che si conosce già chi sia il colpevole, rendendo di fatto inutili le intercettazioni.

Come se non bastasse, la legge blocca-indagini afferma che il contenuto delle intercettazioni non potrà essere utilizzato per altri processi esterni a quello in corso, e se i giornalisti dovessero azzardarsi a pubblicare anche solo il riassunto di ciò che contengono le intercettazioni, ovvero se adempiessero correttamente al loro lavoro, ponendosi come priorità assoluta il voler tenere sempre e comunque i cittadini informati, rischierebbero da multe salatissime (circa mezzo milione di euro) ad addirittura la reclusione per tre anni.

In questo testo insomma, prettamente made in Italy, risalterebbe l'epopea della demenza.

Epopea questa, che contribuirebbe a trasformare sempre di più in un "regime" un'Italia nelle viscere già molto serva e collusa.

Napolitano a giugno si era attivato, facendo sapere all'autore di cotanta maraviglia, nonchè paradossalmente ministro della Giustizia italiana, che riguardo al testo della legge aveva seri "dubbi", tanto da averne richiesto delle modifiche.

Intanto sulla tabella di marcia, l'approvazione sarebbe prevista entro il 20 di aprile.

Se questa legge venisse approvata, significherebbe mani legate ai pm, bavaglio ai giornalisti, indagini seriamente compromesse e maggiori libertà ai delinquenti.

"Ci dicono che non siamo in un regime". Ma io non la chiamerei nemmeno una democrazia.
televisione
4 marzo 2010
Quando anche una vespa dà fastidio



Ora anche Ernesto Galli della Loggia è diventato un pericoloso eversivo, un estigatore, un estremista.

Ha ragione Santoro quando, poco prima di leggere un suo articolo, invita i manifestanti presenti martedì sera dalle ore 20 in Via Teulada 66 a Roma, a non partire prevenuti nei confronti del giornalista.

Infatti il bavaglio che pare vada così tanto di moda in questi giorni lo ha ricevuto in regalo anche lo stesso Della Loggia, con tanto di fiocco, per essersi permesso di scrivere un articolo sul Corriere della Sera nella quale riportava una sua personale analisi di quello che sta succedendo oggi all'informazione in Italia.

Toni forti i suoi, dei quali si serve anche per raccontare di come appare ai suoi occhi il Pdl - il partito del Panino delle Libertà - e per esprimere un parere sul personaggio che oggi abbiamo come Presidente del Consiglio.

Perchè se infatti E.d.G. vede il Pdl come "un partito (...) - che - sembra piuttosto una somma di rissosi potentati locali, riuniti intorno a figuranti di terz'ordine", ovvero "gente di ogni risma ma di nessuna capacità", allora, prosegue, il presidente del Consiglio "ha mostrato tutta la sua congenita, insuperabile estraneità all’universo della politica modernamente inteso".

La spiegazione per la censura dell'articolo è immediata: troppi pensieri senza guinzaglio.

Sembra di essere tornati al periodo dell'editto bulgaro del 2002, quando Berlusconi fece chiudere i programmi di Biagi, Luttazzi e Santoro perchè -  a suo dire - facevano un "uso criminoso" della televisione.

Solo che ora la situazione è molto più grave, perchè oggi sotto accusa è tutta la televisione.  E il paradosso sta proprio in quello che dice Bruno Vespa, vittima sacrificale dell'operazione "par condicio", presente anche lui martedì sera alla manifestazione.

Vespa infatti sostiene che a costo di chiudere Annozero, il vero sassolino nella scarpa, sono stati disposti a bandire anche tutti gli altri programmi di informazione, compreso il suo.

Il che, se fosse vero, renderebbe la situazione ancora più grave, poichè farebbe pensare ad una situazione in Italia, per quanto riguarda l'informazione, fortemente liberticida.

Che qualcuno sia gravemente restìo al testo della Costituzione?
L'ardua - ma neanche tanto - sentenza ai posteri.
POLITICA
12 febbraio 2010
Il canto del gallo
Se per par condicio si intendono quei criteri adottati dalle emittenti televisive nel garantire un'appropriata visibilità a tutti i principali partiti e/o movimenti politici, allora ha ragione l'ufficio legale della Rai: questa norma è illegale.

Il testo recita:

«le trasmissioni di informazione, con l'eccezione dei notiziari, a partire dal decorrere del termine ultimo per la presentazione delle candidature, sono disciplinate dalle regole proprie della comunicazione politica...successivamente al decorrere dell'ultimo termine per la presentazione delle candidature, le tribune politiche sono collocate negli spazi radiotelevisivi che ospitano le trasmissioni di approfondimento informativo più seguite, anche in sostituzione delle stesse, o spazi di analogo ascolto
».

Il che, tradotto, vuol dire che o i programmi di informazione come Report, Annozero, In Mezz'ora e Ballarò diventano tribune politiche, oppure dovranno sparire dal 28 di febbraio al 29 di marzo.

Martedì la Commissione di Vigilanza ha approvato questa norma. Peccato però che non spetti a lei stabilire che alle trasmissioni di informazione debbano essere applicate le norme poste per le trasmissioni di comunicazione politica.

Esiste infatti una legge, la legge 28/2000, che all'Art.5 incarica la Commissione di Vigilanza e l'Autorità Garante di stabilire per i programmi di informazione regole diverse da quelle imposte ai programmi di comunicazione politica.

Infatti l'informazione ha un ruolo totalmente differente da quello della comunicazione, in quanto si predispone un'azione di insegnamento, di istruzione, e si fonda su notizie vere, per svolgere correttamente il suo ruolo, mentre la comunicazione politica non necessariamente informa, ma anzi, il più delle volte distorce i fatti e grida al complotto...

Quindi è chiaro di come il regolamento approvato dalla Vigilanza sia in contrasto con le prescrizioni del legislatore riguardo alla par condicio.

Ma come se non bastasse, la norma va anche contro la sentenza n.155/2002 della Corte Costituzionale, la quale sottolinea che la disciplina della comunicazione politica renderebbe il mezzo radiotelevisivo «funzionale all'interesse per il quale é stato posto il limite», il che va in contrasto con la libertà dei mezzi di diffusione espressa dall'Art. 21 della Costituzione italiana.

Inoltre, privare le singole emittenti della libertà di esprimere le proprie opinioni politiche «svuoterebbe di contenuti la liberalizzazione del settore radiotelevisivo».

Quindi altro che «trasmissioni-pollai», come ha affermato il nonno PAPI, rivedibile sul sito di Annozero.

Con questa norma c'è davvero il rischio che la televisione si riempia di «trasmissioni-pollaio», che «mettono in scena soltanto delle risse fra le parti che si contrappongono», e che a guardarle, facciano nascere domande spontanee del tipo «ma siamo davvero nelle mani di costoro? Di gente così?»

Per una situazione di «decoro», il bene non è dato dal chiudere queste trasmissioni.
Per una situazione di «decoro», il bene sarebbero le dimissioni del PAPI.
Il bene sarebbe l'esilio a vita del costruttore romano Anemone, che ha esultato per il terremoto che ha spianato L'Aquila, raggiante al pensiero della lauta fetta a lui e al suo collega destinata nel bottino della ricostruzione.
Il bene sarebbe proteggere giornalisti e magistrati, e non l'infangarli quotidianamente.
Il bene sarebbe la messa in atto della frase «La legge è uguale per tutti»...

Certo è vero che con queste trasmissioni in onda, dove il giornalista fa il giornalista e l'ospite suo malgrado risponde, senza una preconfezionata intervista, alle domande a lui poste, un po' da temere per il futuro dell'Italia c'è.

Ma se me lo concedete, sempre meglio i "pollai", che il canto del gallo solitario.

Almeno sono più democratici.




CULTURA
26 gennaio 2010
Per non essere figli dell'ignoranza. Per non vivere schiavi dei pregiudizi.


Di stampo sicuramente forte, con toni molto provocatori, Negri, Froci, Giudei & Co è sicuramente un libro che consiglio a tutti di leggere.
Questo libro colpisce di primo acchito per il titolo forte e provocatorio ma poi, addentrandosi nella lettura, costringe a fare molte riflessioni, permette di ridiscutere ciò che siamo e di rivedere le nostre persone con occhi estranei, e dunque più critici.
L'editorialista del Corriere della Sera Gian Antonio Stella in questo suo libro tratta il tema a lunga conservazione - a discapito delle epoche - del razzismo e della xenofobia.
E in vista della Giornata della Memoria che avrà luogo domani 27 gennaio, volevo parlare proprio di questo.
Analizzando ogni ambito della società, dalla politica con l'ipocrita Lega e i suoi più cari esponenti come Bossi, Borghezio, Boso e Gentilini, che promuove leggi, decreti e delibere discriminatorie e razziste, ma poi commemora il Giorno della Memoria, alla letteratura, al cinema, passando per gli eventi dimenticati della storia, dalla tratta degli schiavi africani a cavallo tra il 1899 e il 1900, al genocidio armeno da parte dei turchi (1890, 1909, 1915) - che fu preso d'esempio da Hitler, allo scontro di Montaperti fra la guelfa Firenze e la ghibellina Siena, alla strage di Nanchino del 1937, Stella tenta di riportare alla luce quelle che sono le radici di tutto quest'odio verso il «diverso», che riconduce irrimediabilmente alle membra della stessa madre: l'ignoranza.
E' da essa infatti che scaturiscono poi tutti i pregiudizi, tutte le diffidenze premature, tutte le false credenze, che portano ad odiare, per motivi ancor più ignobili, i DIVERSI, ossia altri essere umani.
Ma PERCHE' sono considerati diversi?
Prima di chiederlo a un razzista, chiaritevi bene prima che lui NON SA di cosa sta parlando e che qualunque cosa dica è solo frutto della sua incolmabile ignoranza.
Dopo aver fatto questo, preparatevi a sentire risposte del tipo: "è diverso perchè negro", "è diverso perchè gay", "è diverso perchè veste in modo buffo". Poichè queste sono le risposte dei razzisti. E su queste, basano il loro disprezzo.
Quelli in stato avanzato rispondono anche citando numeri, equazioni, proporzioni matematiche, si rifanno cioè alla scienza. Il che è di per sè un paradosso.
Ma purtroppo ormai si sa - citando lo stesso Stella - che questo "è il destino del razzismo: sempre in bilico tra il ridicolo e il mostruoso". E verrebbe da riderci su, se non finisse sempre in tragedia.
Dunque vi ripropongo l'invito a leggere questo libro, che merita davvero.
Non siamo più nel Medioevo: basta con le credenze e le superstizioni. Il diverso non esiste. I diversi lo siamo tutti e non lo è nessuno.
E' questo che dobbiamo capire.
Per poter dire un giorno: "C'era una volta il razzismo..."




SOCIETA'
12 gennaio 2010
Come se nulla fosse



«Di Pietro e Grillo sono un po' patetici: fanno una manifestazione contro un uomo politico che non c'è più. Un caso unico al mondo: c'è di che riflettere...»


«Sullo squallore politico e civile di una manifestazione nata nell'odio e per odio contro un grande leader scomparso come Craxi c'e' poco da dire. (...) Ma quello che conta, oggi, e' il clamoroso flop di una manifestazione convocata da giorni, e che ha usufruito di un grande "lancio" televisivo e giornalistico.
»

Queste sono soltanto due dei giudizi sulla manifestazione che si è tenuta sabato 9 gennaio in Piazza Cordusio, a Milano.

Il primo, è del figliol prodigo di Craxi, Bobo. Il secondo, di uno dei tanti lacchè di Silvio, neanche dei più importanti, Capezzone.

Una manifestazione che si è tenuta senza nessuna pubblicità "televisiva e giornalistica" come sostiene il lacchè, nè con contributi di nessun politico.

Una manifestazione nata dal popolo, organizzata e partorita dal gruppo di Qui Milano Libera e, nel limite delle sue possibilità, riuscita molto bene.

C'è chi da esterno sostiene che è stato un totale "flop", e chi da interno ha visto che eravamo davvero in tanti nonostante le intemperie e la pioggia costante.

Ma che senso ha ridurre tutto ad un numero?

Permettetemi una riflessione.

E' vero, i media "asserviti", hanno dichiarato che eravamo "4 gatti" sabato in piazza.

Ma cosa importa?

Al No B Day quanti eravamo? 900 mila persone? di più?

E quanta considerazione abbiamo avuto? E' cambiato qualcosa? Qualcuno si è sentito in dovere di dare attenzione a tutte quelle persone che sono scese in piazza a protestare contro il Governo Berlusconi e il numero infinito di leggine e lodi ad personam?

No.

Anzi. Nemmeno se ne parla più.
E' stata una grandissima mobilitazione!
Eppure, è già acqua passata.

Analogamente fra non molto non si parlerà più di chi, come o quanti eravamo in piazza Cordusio a dire NO alla dedica di una targa ad un latitante politico e corrotto.
E sarebbe stato lo stesso anche se fossimo stati molti, molti, molti di più, col Sole più bello dell'anno.

Il 19 gennaio dedicheranno tranquillamente il parco, la via, o quel che più desiderano a quel personaggio, e se ne faranno un baffo dei cittadini che ancora sanno indignarsi.

Semplicemente perchè chi ha potere non vede più PERSONE, ma vede PEDINE, SOLDI, e VOTI.

Nonostante tutto questo però, io non potrei non fare quello che quotidianamante faccio assieme a tutti i ragazzi di Qui Milano Libera, come organizzare e partecipare a manifestazioni o eventi di questo genere. Poichè mi sentirei complice e parte di un sistema corrotto, di un sistema che prevalica quelli che sono i nostri diritti e che si sente più in dovere di rendere omaggio a una figura che finanziava con soldi pubblici l'amante pagandole una stazione televisiva del costo di 100 milioni al mese, un aereo privato da un milione e mezzo di dollari, un hotel, e come se non bastasse, anche colf, servitù e autista, invece che a persone come don Pino Puglisi, a Libero Grassi o a Pippo Fava.

E nemmeno la neve, la pioggia, o il vento ci fermeranno mai.

Potrà non cambiare nulla in questo paese.
Ma almeno noi che ancora oggi resistiamo alla fine potremo dire che, qualunque cosa succederà, io, voi e tutti quelli che a vivere da servi non ci stanno, abbiamo fatto tutto ciò che era umanamente possibile per difendere quella che è la dignità del nostro paese, e che, fino all'ultimo, non ci siamo mai arresi.

Perchè per non vivere da servi, bisogna tenere la testa alta.
Sempre.
CULTURA
4 gennaio 2010
Anche gli 007 non sono infallibili



Carissimo ed Insigne On. Bondi, lei mi stupisce.

Mi rivolgo dandole del "Lei" e non del "Tu" perchè alta è la stima che provo nei suoi confronti.

Proprio non mi spiego come abbia fatto lei, il ministro più simpatico degli ultimi 16 anni, a non capire che il lodo pubblicato da Luigi De Magistris, nel suo blog, era, prima di tutto una semplice, innocua e brillante provocazione.

L'ha subito attaccato dicendo parole come
«Quello che ha detto oggi - 2 gennaio 2010 - De Magistris è di una gravità inaudita»

                o ancora

«Mentre detto questo commento avverto immediatamente che esso è insufficiente ad esprimere il necessario sdegno verso l'esponente del partito di Di Pietro e provo anche lo sconforto di prevedere che le parole pronunciate da questo ex magistrato (che disonora la funzione prima della giustizia e ora della politica) non susciteranno la riprovazione né del suo partito né della maggior parte degli esponenti della sinistra, che pure non possono non provare imbarazzo e vergogna per un tale compagno di viaggio».

Insomma, ma le pare il caso di usare tutti sti paroloni? Suvvia...

Il lodo De Magistris alla fine è buono, e concederebbe a Berlusconi di andare via dall'Italia con tutti i comfort possibili ed immaginabili, senza addirittura nessuna conseguenza.

Non è poi così male.

Era comunque solo una provocazione sulla quantità industriale di lodi che vengono prodotti ad personam quasi ogni giorno, e preso dall'andare di questa Giustizia, ha solo pensato di mettersi in proprio e di fabbricarne qualcuno anche lui.

C'è chi al bancone del bar si fa un Crodino.
Invece Luigino si è fatto un lodino.

Non mi capacito però e mi stupisco, della velocità con cui è scomparso tutto il suo savoir faire, tutto il suo charme, che riversa in modo così impetuoso nei suoi idilliaci componimenti poetici, rivolti ai più del Parlamento, non certo degni di cotante attenzioni!

Ma diamine: una persona moderata come lei, una persona così docile e mansueta, e al contempo colta e ben istruita, come ha fatto a non aver colto il significato del lodo De Magistris, espresso così chiaramente in tono satirico?

E' ovvio il tono, ovvio il messaggio provocatorio, ovvio il senso.

Eppure Lei, On. Bondi, non lo ha recepito.

E' certo una cosa ben degna di nota, On. Bondi, e piena di mistero! Non riesco a venirne a capo...

Una persona d'alto rango come lei, dalla scuola da cui proviene, dall'ala sotto la quale lei è cresciuto ed è stato protetto da quelle cattivone delle toghe rosse malvagie e istigatrici all'odio e alla violenza, come ha fatto a cadere in fallo in questa maniera?

Sicuramente deve essere capitato qualcosa nell'aere che ha impedito l'afflusso della reale e profonda logica del messaggio dell'ex magistrato De Magistris nei meandri del suo cervello.

Oppure forze superiori le hanno fatto passare una giornata NO, una delle tante di questi giorni, e quando una giornata è "no", è no...

Non ci sono altre spiegazioni!

Sicuramente non è colpa sua, lei è privo di ogni responsabilità.

Però non mi è parso carino che abbia commentato così, in malo modo, dei pensieri che magari si possono anche non condividere, che non combaciano con quelli personali, come quelli di De Magistris.

E soprattutto sparare a zero sulla carriera che fu dell'ex magistrato mi è sembrato davvero un po' troppo, nonchè dire che i suoi "compagni di viaggio" si devono vergognare per averlo al loro fianco, è alquanto esagerato.

Certo detto da lei che ha come "compagno di viaggio" un premier pluri-indagato, pluri-prescritto, pluri-assolto, pluri-inquisito, pluri-pregiudicato e pluri che più "pluri" di così non si può, è capibilissimo, e non le si può dire niente, ma forse sarebbe stato meglio evitare.

Comunque non importa egregio signor James Bondi, sarà per un'altra volta.

Non sempre si può capire quello che uno dice, giusto? Non è sempre Domenica, per Diana!

Ma mi permetta comunque una piccola precisazione su quanto ho appena scritto, per evitare ogni qualsivoglia fraintendimento: anche questo post così sdolcinato, che la compatisce, che la stima e la rispetta, tutto per lei, E' PLATEALMENTE IRONICO.
SOCIETA'
2 gennaio 2010
Anno nuovo vita nuova. Sicuri?



Ed eccoci qui.

2 Gennaio 2010.

Anno nuovo a tutti gli effetti? 


Se fosse stato tale doveva essere come minimo ancora intonso.

Insomma, è appena entrato, che gli si lasci il tempo di presentarsi per quello che è, e colmo di speranze e di buoni propositi!

Invece no: i pronostici di partenza per quest'anno entrante sono un po' preoccupanti:

- i giovani ricercatori precari dell'ISPRA col nuovo anno si son visti scadere i contratti lavorativi, e di risvolti per sanare la situazione non ce ne sono.
Lunedì prossimo ci sarà un incontro col ministro Brunetta....Proviamo a non partire prevenuti e ad aspettare quel che ne uscirà.

- in ambito climatico Copenaghen ha fatto un fiasco totale.
Dichiarando due cifre di fatto inutili e molte, molte parole astratte, il Copenaghen accord non ha  stipulato nessun accordo, e cosa ancora più grave non ha in nessuna maniera organizzato contro-mosse operative in grado di limitare i gravi problemi climatici a cui stiamo andando incontro.

- last but not least abbiamo la Moratti che ha ben pensato di dedicare una via a Bettino Craxi in vista del decimo anniversario della sua scomparsa.

Alla domanda sul "perchè" della via a Bottino Craxi, la Moratti ha risposto dicendo che
"Craxi ha contribuito a dare una svolta al nostro paese", e stando al suo ragionamento, dunque, MERITA.

Che Craxi abbia dato una SVOLTA al paese è sicuramente indubbio: ha aumentato il debito pubblico da 234 a 522 miliardi di euro, ha accresciuto il rapporto fra debito pubblico e PIL dal 70 al 90%, e aveva 50 miliardi di lire NOSTRI su tre conti svizzeri SUOI.


Non essendo suoi i soldi, questo tecnicamente si chiama FURTO. E chi commette un furto, sempre per onor di cronaca,  si chiama LADRO.


Poi per non finire in galera è fuggiro ad Hammamet...

Insomma è chiaro che la svolta Craxi l'ha data eccome al paese.

Peccato l'abbia data in negativo!

Se oggi stiamo con l'acqua alla gola, è giusto ricordarsi anche del "gran statista" che fu Bettino Craxi e delle sue svolte non indifferenti dal 1983 al 1993.

Detto questo, non mi pare proprio il caso di fare una dedica a un politico corrotto e latitante, nonchè ladro. Si potrebbe passare il messaggio che lo Stato veda di buon occhio chi fa mala-politica, chi ruba, chi SCAPPA.


E mi auguro proprio che non accada, poichè sarebbe davvero penoso.

In fondo, non sono state dedicate vie ai famosi latitanti mafiosi Bernardo Provenzano , Leoluca Bagarella o a Tommaso Buscetta, giustamente.


Dunque perchè dedicare una via a Craxi?

Se proprio dobbiamo dedicare qualcosa, dedichiamo un carcere, una fogna o un ospizio, volentieri, ma alla Moratti.


Per opporci a questo sfottò continuo di personaggi che non potrebbero circolare nemmeno accompagnati, per dire la nostra, troviamoci tutti il 9 gennaio 2010 in piazza Cordusio per l'agorà a Milano con Piero Ricca e QUIMILANOLIBERA dalle ore 14,00 alle ore 17,30.


Ancora insieme. Ancora per dire NO.


E tanti auguri di buon anno a tutti!
POLITICA
30 dicembre 2009
O&B: Due gocce d'acqua



Sembra passato chissà quanto tempo dal 31 luglio 2008.


Invece, a oggi, non sono passati nemmeno due anni.


Che l'Italia, la nostra tanto amata Italia, abbia la memoria un po' corta, oramai è risaputo.


Ma forse è bene andare a rispolverare i fatti accaduti in Israele quel giorno al premier Ehud Olmert, e farci delle piccole considerazioni.


Il capo del Governo israeliano, accusato di corruzione, è stato messo sotto inchiesta per aver ricevuto la modesta somma di 150 mila dollari dal magnate americano Morris Talansky, e per aver chiesto due volte i rimborsi per le spese dei suoi viaggi come sindaco di Gerusalemme.


La notizia che in Israele veniva richiesta a gran voce dal popolo come "d'obbligo", e che invece qui in Italia ha fatto scalpore, è stata la dichiarazione di Olmert riguardo le sue dimissioni, per farsi processare come previsto dalla legge e difendersi in Tribunale con le proprie forze.


Queste le sue parole:

«Sono fiero di appartenere a uno Stato in cui un premier può essere indagato come un semplice cittadino.

Un premier non può essere al di sopra della legge, ma nemmeno al di sotto.

Se devo scegliere fra me, la consapevolezza di essere innocente, e il fatto che restando al mio posto posso mettere in grave imbarazzo il paese che amo e che ho l'onore di rappresentare, non ho dubbi: mi faccio da parte, perchè anche il primo ministro dev'essere giudicato come gli altri.

Dimostrerò che le accuse di corruzione sono infondate da cittadino qualunque.

Errori ne ho commessi e me ne pento. Per la carica che occupo, ero consapevole di poter finire al centro di attacchi feroci. Ma nel mio caso si è passata la misura.
»



Ora, che in Israele un premier si dimetta per delle semplici ACCUSE, è veramente degno di nota.
Ma degno di ancora più nota è tuttavia il comportamento del nostro di premier.

SIlvio Berlusconi ha:
 
- un'indagine archiviata datata 1991 per traffico di droga;

- nel 1990 viene dichiarato colpevole di falsa testimonianza per quanto riguarda la sua iscrizione alla loggia massonica P2

- è stato condannato in primo grado a 2 anni e 9 mesi per aver pagato tangenti agli ufficiali della Guardia di Finanza per favori nei controlli fiscali; in Appello prescritte le prime 3 tangenti, la quarta assolta con formula dubitativa

- accusato per 21 miliardi di finanziamenti illeciti a Bettino Craxi, passati attraverso la società estera All Iberian. La condanna in primo grado, a 2 anni e 4 mesi, verrà poi prescritta per le lunghe tempistiche

- è stato rinviato a giudizio per aver falsificato i bilanci della Fininvest. Il dibattimento è ancora in corso a Milano

- è stato accusato di comportamenti illeciti nell'acquisto della società cinematografica Medusa, per non aver messo a bilancio 10 miliardi. Condannato a 1 anno e 4 mesi per falso in bilancio, verrà salvato ancora dalla prescrizione per il riconoscimento delle attenuanti generiche

- è stato rinviato a giudizio per il versamento in nero di 6 miliardi dalle casse del Milan a quelle del Torino per l'acquisto del giocatore Gianfranco Lentini. Dibattimento ancora in corso nel Tribunale di Milano

- è stato accusato di varie irregolarità fiscali nell'acquisto di terreni intorno alla sua villa a Macherio. In primo grado è stato assolto per vari reati, mentre per altri è scattata la prescrizione

- è stato accusato di aver comprato i giudici di Roma (fra cui Metta) tramite Previti per ottenere il possesso della Mondadori di Carlo De Benedetti, ed è stato accusato di aver comprato anche i giudici per il processo Sme. Rinviato a giudizio assieme a Previti e Squillante. Processo ancora in corso.

Dulcis in fundo, per salvarsi da tutte queste condanne ha sempre abusato di leggi ad personam, attentando spudoratamente alla Costituzione italiana, grazie ai vari avvocati (Ghedini, Pecorella, Previti), e al ministro della Giustizia Angelino Alfano.

E ovviamente non ha MAI pensato, neanche lontanamente, di dimettersi.

I due rimborsi spese ad Olmert per i viaggi che ha fatto come sindaco di Gerusalemme, mi fanno venire in mente che in Italia noi abbiamo un Presidente della Repubblica che per un suo viaggio di andata da Roma a Bruxelles per questioni europee, ha ricevuto un rimborso spese pari a circa 800 euro.

Dopo aver fatto un controllo su quanto ammontava la cifra del biglietto, i giornalisti tedeschi hanno riscontrato che il prezzo totale, inclusivo di tasse, era meno di 90 euro. Il che significa che Napolitano ha guadagnato più di 700 euro.

Ora, la mia domanda è: perchè in un paese democratico come il nostro, di fronte a  questi SCEMPI costituzionali, di fronte a cotanta ipocrisia, immoralità e illegalità, c'è ancora gente che DORME e appoggia, all'alba del 2010, soggetti come il Presidente del Consiglio, che ha ancora da chiarire la sua posizione e i suoi rapporti con boss mafiosi, il Presidente della Repubblica, che firma di getto tutto quello che gli si presenta, sia costituzionale o non, con la scusa che "Se tanto non firmo poi quelli me la rispediscono tale e quale..", il Presidente del Sentato Renato Schifani, che si dichiara sostenitore della lotta Anti-mafia, ma poi non chiarisce il perchè della sua presenza all'interno della Sicula Brokers, società di brokeraggio fondata dal fior fiore di Cosa Nostra...

Perchè non vengono richieste a gran voce, da TUTTI, come in Israele, le dimissioni non solo del premier, ma di tutti coloro che con la Giustizia, con la Moralità e con la Legalità non c'entrano NULLA?

Che sia per la scarsa assunzione di Fosforo per la memoria?
26 dicembre 2009




permalink | inviato da Stefany il 26/12/2009 alle 20:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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